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Halo: Combat Evolved, ovvero come ho provato a riportare indietro qualcosa che non c’è mai stato

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Di recente è uscito l’ennesimo sparatutto di Halo, credo ormai il quarto capitolo, e tutti strillavano di entusiasmo. Regalavano schede video e molto altro. Beh, a suo tempo io questo sparatutto l’avevo saltato perché mi era sembrato stupido e monotono. Ma parliamo di circa quindici anni fa.

Ho pensato che forse mi fosse sfuggito qualcosa e ho deciso di giocarci un po’ o magari di finirlo. Non può essere un gioco lungo, né così noioso.

E invece è proprio così.

La trama è piuttosto elementare: sono arrivati gli alieni, l’eroe con l’armatura figa risolverà tutto. La grafica e il gameplay erano un po’ indietro persino per l’epoca. La grafica è senza alcun dettaglio, sembra che non avessero voglia di farla.

Serious Sam almeno era divertente.

Vabbè. In sostanza, quando vi diranno che gli americani sono stupidi e che anche quello che gli piace è stupido, ecco, parlano di Halo, primo capitolo.

Solo dopo ho capito che esiste una versione rimasterizzata con una grafica migliore. Ma quello sarà forse il secondo capitolo, un giorno, tanto per spuntare la casella, perché ho visto un video ed è più o meno la stessa cosa.

Però finirlo devo, una specie di sfida, altrimenti che giocatore sarei se non finissi una saga di culto. Solo dopo potrò dire davvero che è una schifezza.

Deus Ex, Wolfenstein: quelle sì che erano cose, li ho reinstallati di recente e li ho finiti con piacere. Questo invece così così, non l’ho capito.

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