Sono in Italia da otto anni, vado e vengo, e ho sentito storie di ogni tipo. Questa, secondo me, è molto divertente e ogni tanto la racconto agli amici.
Come sapete, in Italia non c’è stato il comunismo, e tutto ciò che una famiglia possiede passa in eredità. Credo che tutti conosciate la Ferrari e ciò che produce: automobili uniche e costose, capaci di andare fortissimo. Sono anche molto belle. Ma in una macchina così non si riescono a caricare molte cose, tanto meno un bagaglio serio. Il bagagliaio, se c’è, è minuscolo, perché questo tipo di mezzo è pensato per persone ricche che viaggiano leggere. Definirei la Ferrari più che altro un’auto da passeggio. Venti, venticinque litri di benzina ogni cento chilometri: ecco la spesa che vi aspetta se vi ci sedete dentro. La cifra diventa ancora più impressionante se decidete di guidarla nel traffico cittadino. Ma lasciamo perdere i dettagli.
Il nostro protagonista si chiama Vincenzo ed è un idraulico. Un tipo qualunque che, come la maggior parte dei lavoratori del Paese, guadagna uno stipendio fra i mille e i milletrecento euro. Vincenzo arriva alle chiamate con il suo vecchio furgoncino Fiat, dopo averci caricato tutto il necessario.
Una mattina un fattorino consegnò a Vincenzo una convocazione da un avvocato. Pur perplesso, decise comunque di andare, immaginandosi già il peggio: di aver fatto qualcosa di sbagliato a qualcuno da qualche parte e di essere stato citato in giudizio per negligenza. L’idraulica non è uno scherzo: se un tubo scoppia, i guai non mancano.
In realtà non fu poi così terribile. Anche se c’era poco da rallegrarsi: quando Vincenzo andò dall’avvocato, questi gli comunicò che un lontano parente, uno zio, chiamiamolo Giuseppe, era morto all’improvviso e gli aveva lasciato in eredità una Ferrari F50 Spider.
Ecco cosa vide Vincenzo uscendo dallo studio dell’avvocato: una Ferrari nuova. Naturalmente la gioia non aveva limiti. È ovvio che una persona come il nostro protagonista una macchina così non poteva permettersela. E nemmeno mantenerla. L’assicurazione per un’auto simile è semplicemente insostenibile, circa diecimila all’anno, e non tutti possono fare il pieno a quel mostro.
A proposito, una barzelletta (tradotta dall’italiano):
Un tizio è a un distributore e fa benzina alla Ferrari.
Fa benzina per un’ora, due, tre.
A quel punto il benzinaio non ce la fa più, si avvicina al proprietario e gli dice: forse conviene spegnere il motore, altrimenti non finirai mai.
Ma poiché l’assicurazione della Ferrari era ancora valida per un anno, Vincenzo decise di non venderla subito, di portare a spasso la fidanzata e di godersi lui stesso quel bolide da mezzo milione, per poi venderlo. E poi, un bel martedì mattina, purtroppo, gli si ruppe la sua auto personale. Mentre era in officina, Vincenzo non ci pensò troppo (i clienti aspettavano) e andò al lavoro con la Ferrari.
Voglio che ve lo immaginiate bene:
Mattina, le sette, un signore anziano chiama un idraulico da un annuncio sul giornale. Dice che i tubi sono messi malissimo e vanno sostituiti. Vincenzo risponde che arriva fra cinque minuti.
Il nonno esce sul portico ad aspettare. Ed ecco che da dietro l’angolo spunta una Ferrari rossa sportiva con dei tubi di plastica che sporgono, e non poco: si vedono da lontano. Dalla macchina scende il nostro Vincenzo in tuta sporca. Prende la cassetta degli attrezzi dal sedile e comincia a tirare fuori i tubi. Il nonno e i vicini che ha allagato restano interdetti. Sul volto di tutti una sola domanda: «Ma quanto costa il lavoro di questo idraulico?» Visto da fuori fa ridere, ma nella nostra città si ricordano ancora tutti dell’idraulico in Ferrari.
PS: Vincenzo vendette la macchina e si comprò una casa. Che fine abbiano fatto gli altri soldi non lo so, ma il lavoro non l’ha mollato.
